sabato 28 ottobre 2023

L'ACQUA CHE CI SERVE PARTE PRIMA

 

L’ACQUA CHE CI SERVE parte prima

La scoperta consiste nel vedere ciò che tutti hanno visto
e pensare ciò che nessuno ha pensato.
Albert Szent-Gyorgyi,


 Che cosa dobbiamo chiedere ad un’acqua perché sia salutare?

Che cosa dobbiamo chiedere ad un’acqua perché possa diventare un elemento di equilibrio organico, o meglio ancora, perché possa essere usata come strumento terapeutico?


Riflettiamo un’istante sul ruolo che l’acqua riveste nel ciclo di depurazione naturale e nel processo di purificazione degli organi viventi.

Possiamo dire che l’acqua è il “depuratore universale”


È l’acqua che nel ciclo naturale di evaporazione, condensazione e pioggia, lava l’atmosfera regolando anche la temperatura del nostro pianeta.


È l’acqua che scorrendo nel sottosuolo lo ripulisce delle scorie arricchendosi di sali minerali che saranno utilizzati nel ciclo vitale di tutti gli esseri viventi.


È l’acqua che nel nostro organismo raccoglie e convoglia gli scarti del metabolismo attraverso il sistema linfatico e venoso agli organi escretori.


È l’acqua che compone le cellule di tutti gli organi viventi (dal 60 al 90%) e che entra in tutti i processi vitali come “elemento essenziale”


Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.


Nel Cantico delle Creature Francesco loda il Signore per sorella acqua. Umile, utile, preziosa e casta, ecco come il santo di Assisi definisce questa creatura. L’acqua, secondo Francesco, non fa differenze, non rivendica primati, è fortemente radicata alla terra, ne è parte costitutiva, risponde ai bisogni e alle necessità di tutti gli uomini, tutti, nessuno escluso, e per questo ha bisogno di essere amata, rispettata, fatta vivere, distribuita, rafforzandone il carattere popolare, l’umanità, la disponibilità. Umiltà come bene di tutti, senza distinzione di sesso, razza, religione, cultura, stato sociale, bene che non guarda in faccia nessuno dunque, che conosce a memoria le necessità umane. Una umiltà, quella dell’acqua, che si concilia con la sua utilità, che s’identifica con la vita, i suoi bisogni, il suo esserne parte integrante. Per Francesco l’acqua è preziosa, di una preziosità da conservare e proteggere, è come se volesse metterci in guardia dagli sprechi, da una condizione di asservimento e di subalternità, da qualsiasi forma di dominanza o di assolutismo. La preziosità è un dono e come tale Francesco lo canta, forse per dimostrare che la vita scorre in tutte le creature, sempre.


Ma torniamo alla nostra prima domanda:


l’acqua può essere usta come strumento terapeutico?


La strada da percorrere per avere una maggiore comprensione scientifica del comportamento sociale dell’acqua è ancora lunga considerando che a oggi sono state individuate circa 70 anomalie nel suo comportamento che trovano difficile spiegazione con i modelli tradizionali

Purtroppo con l’affermarsi del paradigma dell’Universo come macchina perfetta e grazie all’acquisizione della capacità di conoscere l’acqua nelle sue proprietà fisiche e di utilizzarla tecnicamente, nell’uomo si è spenta la cognizione dello spirito e dell’anima di questo elemento. Si è gradualmente persa l’intuizione del contenuto “spirituale” dell’acqua, fino a considerarla solo come materia e come veicolo di energia


Talete, nato a Mileto nel 640 a.C., pose l’attenzione sulla natura indispensabile dell’acqua per la vita e sulla sua presenza costante in natura: “le sue caratteristiche la rendono ideale come principio esplicativo della realtà: è incolore, inodore, insapore. Se l’acqua non ha caratteristiche, può quindi assumerle tutte”.


Secondo il filoso Lao Zi (secolo VI-V a.C.) l’acqua rispecchia l’ideale dell’armonia: forte proprio perché così cedevole, integra e coesiva, ma pronta a farsi assorbire. Aderisce a tutto ciò che lambisce: lo bagna, lo infiltra, lo lubrifica. Sembra sottomettersi e invece trasforma se stessa e ciò che è altro da sé


Nell’antica Cina l’acqua era ritenuta il più importante degli elementi, l’elemento di congiunzione tra il cielo e la terra, un fluido vitale, il sangue dell’universo fonte di vita.In particolare Zhan Zhongjing durante la dinastia Tang parlò di “billowing water”come di un’acqua trattata mescolandola più volte in un catino fino alla formazione di gocce sulla superficie. Attraverso questo trattamento l’acqua veniva per così dire “attivata” e resa più efficace per la preparazione di the e medicinali.


Durante la dinastia Ming, nel suo lavoro “Compendium of Materia Medica”Li Shizhen evidenziava come l’acqua possa essere “attivata” sia meccanicamente, confermando gli studi di Zhan Zhongijng sulla “billowing water”, sia attraverso l’azione di rocce dotate di un forte magnetismo.


Egli riscontrò, infatti, l’effetto particolarmente curativo dell’acqua “magnetizzata” sull’epilessia infantile, anticipando evidenze scientifiche, che stanno emergendo solo di recente, sulla risposta dell’acqua agli stimoli elettromagnetici.


Nella mitologia indiana l’acqua, ricca di germi feconda la terra, precede ogni creazione. Sulle acque primordiali galleggiava Narayana, dal cui ombelico spuntava l’albero cosmico; uno dopo l’altro nascono gli altri dèi: Veruna, Prajapati, Purusa o Brahman che esprimono sempre lo stesso mito dell’acqua.

L’acqua diventa così sostanza magica, medicinale per eccellenza in grado di guarire, ringiovanire e assicurare la vita eterna. Le fontane della giovinezza in cui si trova “l’acqua viva” sono in grado di dare la vita, il vigore e l’eternità. Ancora oggi in India le malattie sono gettate nell’acqua che assorbe il male grazie al suo potere di disintegrare e assimilare tutte le forme.


Quindi stando a tutti queste antiche testimonianze potremmo affermare che l’acqua pura ed incontaminata può essere usata come un medicamento o meglio come strumento terapeutico.

Nessun commento:

Posta un commento

CEBION CONCENTRATO DI COLORANTI

    Queste sono solo alcune sostanze contenute nelle Cebion che con tanto amore molti danno ai loro figli.     E 110 (chiamato anche giallo...